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Menopausa e salute: ossa, cuore, sonno e umore. La prevenzione che funziona (part. 2)

Menopausa e salute: ossa, cuore, sonno e umore. La prevenzione che funziona (part. 2)

Quando si pensa alla menopausa, la prima immagine che viene in mente sono spesso le vampate.
Dal punto di vista medico, però, il tema centrale è un altro: con la cessazione della funzione ovarica viene meno l’azione protettiva degli estrogeni e cambiano alcuni equilibri metabolici che incidono su ossa, apparato cardiovascolare e benessere globale.

Il vademecum O.N.Da è molto chiaro: la menopausa non è una malattia, ma è un periodo in cui aumenta la predisposizione ad alcune condizioni importanti. La parola chiave diventa quindi prevenzione.

Ossa: da osteopenia a osteoporosi, spesso in silenzio

Con l’età, tutti andiamo incontro a una perdita di massa ossea. Nelle donne, però, la carenza estrogenica tipica della menopausa accelera questo processo.
Si può iniziare con una osteopenia, cioè un impoverimento del tessuto osseo spesso privo di sintomi evidenti. Se non intercettata, l’osteopenia può evolvere in osteoporosi, condizione in cui le ossa diventano più fragili e aumenta il rischio di fratture anche in seguito a traumi minimi.

Le sedi più spesso coinvolte sono vertebre, polso, femore e bacino. Le fratture da fragilità non sono solo eventi “di poco conto”: possono risultare gravemente invalidanti, ridurre l’autonomia e influire sulla qualità di vita.

Il documento O.N.Da elenca diversi fattori che aumentano il rischio di osteoporosi e che vale la pena tenere presenti anche in un’ottica divulgativa: la sedentarietà, il fumo, l’uso prolungato di cortisonici, la familiarità per fratture o osteoporosi, le condizioni di malassorbimento come la celiachia, l’intolleranza al lattosio, alcune patologie tiroidee. Un aspetto spesso ignorato nei contenuti online riguarda i pregressi disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia, e i periodi prolungati di amenorrea in età fertile: sono elementi che possono indebolire il patrimonio osseo già prima della menopausa e rendere questo periodo più delicato.

Cuore e metabolismo: quando il rischio cresce

Durante la menopausa tendono a modificarsi anche alcuni parametri metabolici. Il profilo lipidico – cioè trigliceridi e colesterolo – può aumentare, così come la glicemia, spesso in parallelo a un incremento di peso e a un rialzo dei valori pressori.

Nella fase precedente, gli estrogeni esercitano un’azione protettiva sul sistema cardiovascolare. Con la loro riduzione, questa protezione viene meno e le donne diventano più esposte alle malattie cardio-vascolari, che vengono indicate come prima causa di morte nel sesso femminile.

Per questo motivo, in questa fase della vita, la prevenzione non è un “optional” da rimandare, ma un vero e proprio investimento sulla qualità e sulla durata della vita.

Sonno e umore: un circuito che si autoalimenta

I disturbi del sonno compaiono spesso già nel climaterio. Possono essere legati alle vampate notturne, che interrompono il riposo, ma anche allo stato di ansia e di stress che molte donne riferiscono in questa fase di cambiamento.

La mancanza di sonno, a sua volta, aumenta il rischio di sviluppare sintomi depressivi o rende più intensi quelli già presenti. Si crea così un circolo vizioso: si dorme peggio, ci si sente peggiorate sul piano emotivo e, più ci si sente giù, più il sonno ne risente.

Il vademecum sottolinea che quando l’insonnia e il peggioramento della qualità di vita diventano significativi è importante un inquadramento specialistico. Questo consente di valutare strategie di intervento che possono essere di tipo comportamentale – lavorando ad esempio su igiene del sonno, routine e gestione dello stress – ed eventualmente farmacologico, quando necessario e sempre su indicazione del medico.

Tre azioni preventive concrete da iniziare subito

La buona notizia è che ci sono azioni molto pratiche che si possono attivare, in accordo con il proprio medico, per proteggere la salute in menopausa.

Anzitutto è utile misurare e monitorare alcuni parametri: pressione arteriosa, peso, circonferenza addominale, profilo lipidico e glicemico tramite esami del sangue, seguendo le indicazioni del proprio curante. Tenere traccia di questi dati nel tempo permette di intervenire prima che il problema diventi più serio.

Per proteggere le ossa, può essere indicata una valutazione della mineralizzazione ossea tramite MOC, insieme a un’attenzione mirata all’apporto di calcio e vitamina D, sempre confrontandosi con il medico per evitare il fai-da-te.

Infine può essere molto utile costruire una vera e propria agenda dei controlli, che includa la prevenzione cardiovascolare, la valutazione del rischio di osteoporosi e la prevenzione oncologica: visita ginecologica con Pap test ed ecografia pelvica, visita senologica con mammografia, personalizzando la frequenza in base alla propria storia clinica e familiare. Questo approccio permette di trasformare un periodo percepito come “a rischio” in un’occasione per prendersi cura di sé in modo strutturato.

Uno degli aspetti più controintuitivi della menopausa è che molte delle sue conseguenze più importanti sono silenziose. L’osteopenia non fa male, i cambiamenti metabolici non si sentono nell’immediato, il cuore non “avvisa” sempre con sintomi eclatanti. Proprio per questo la prevenzione è, di fatto, il vero superpotere.

Guardare alla menopausa come a una fase in cui è possibile agire in anticipo, e non solo “subire” i cambiamenti, significa riappropriarsi di una quota di controllo sulla propria salute.

Nel prossimo articolo entreremo nella parte più pratica della quotidianità: parleremo di stile di vita, sessualità e insonnia, con suggerimenti applicabili nella vita di tutti i giorni.

N.B. Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione clinica personalizzata o il parere del medico curante. Contattami!