Ricordi dolorosi: uomini e donne li vivono davvero in modo diverso?

La vita ci regala esperienze piacevoli, ma anche momenti dolorosi che lasciano segni più o meno profondi.
Le esperienze difficili si possono attraversare e, in molti casi, superare. Questo però non significa che vengano dimenticate del tutto, né che tutte le persone abbiano la stessa forza o gli stessi strumenti per farlo.
Alcuni studi sembrano indicare che le donne siano più capaci degli uomini nel lasciarsi alle spalle i momenti tristi e dolorosi della propria vita, o quantomeno nel non rimanere bloccate nel ricordo dell’evento. Un recente lavoro dell’Università di Toronto ha analizzato proprio le differenze tra i sessi nel modo di ricordare e rivivere il dolore, con risultati interessanti anche dal punto di vista psicologico. Lo stesso, ha evidenziato che gli uomini tendono a ricordare in modo molto chiaro le loro esperienze dolorose passate e risultano più stressati e sensibili quando si ritrovano negli stessi luoghi in cui hanno vissuto un evento negativo. Nelle donne, questo effetto non è emerso nello stesso modo.
Per arrivare a questi risultati, i ricercatori hanno costruito una situazione sperimentale controllata. Le persone coinvolte nello studio accedevano a una stanza in cui sperimentavano un livello di dolore lieve, indotto dal calore, e ne valutavano l’intensità. Successivamente veniva somministrato uno stimolo più doloroso.
Quando i partecipanti venivano riportati nella stanza del test iniziale, gli uomini riferivano un livello di dolore più alto rispetto a quello sperimentato in precedenza e più alto rispetto a quello riportato dalle donne nella stessa condizione. In altre parole, il solo tornare nel luogo associato al dolore sembrava “riattivare” nei soggetti maschili una sensibilità aumentata.
Questo suggerisce che la memoria del dolore, almeno in quel contesto sperimentale, possa essere più persistente e reattiva negli uomini, mentre nelle donne il legame tra contesto e riattivazione del dolore sembrerebbe meno marcato.
Superare il dolore senza restare ancorati al passato
Essere in grado di far fronte alle esperienze tristi e dolorose è fondamentale per non rimanere bloccati nel passato. Il problema non è tanto il fatto di ricordare – i ricordi non si cancellano – quanto il rischio che il ricordo doloroso diventi un pensiero fisso, una lente attraverso cui viene filtrata la vita presente.
Quando i ricordi difficili tornano continuamente alla mente, quando i luoghi o le situazioni associati a un vissuto doloroso generano una reazione intensa e sproporzionata, l’equilibrio emotivo può risultare compromesso. La persona può sentirsi “incastrata” in ciò che è successo, con più ansia, più stress e meno spazio per esperienze nuove.
In questi casi è importante ricordare che non si tratta di fragilità morale o di “mancanza di forza di volontà”, ma di un modo in cui la mente sta cercando – spesso senza riuscirci – di dare un senso a ciò che è accaduto.
Quando chiedere aiuto ha senso
Se il dolore legato a un evento passato diventa troppo intenso, se il ricordo continua a tornare e a interferire con la vita quotidiana, può essere molto utile chiedere aiuto a uno specialista.
Un percorso psicologico permette di:
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riconoscere il peso che quei ricordi hanno oggi;
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dare spazio alle emozioni rimaste “bloccate”;
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trovare modi più sani per integrare l’esperienza nella propria storia, senza negarla ma senza esserne travolti.
Non si tratta di dimenticare a tutti i costi, ma di cambiare il modo in cui la memoria dolorosa agisce sul presente, lasciando più spazio a benessere, progettualità e relazioni.
Fonte: Popular Science
