Ludopatia: quando il gioco d’azzardo diventa dipendenza

La ludopatia è, letteralmente, la dipendenza dal gioco d’azzardo. Non è un “vizio” innocuo: può funzionare come una dipendenza vera e propria, al pari di altre (come droga, alcol o cibo), perché coinvolge gli stessi meccanismi di ricompensa legati al sistema dopaminergico.
Il punto più duro è che questa dipendenza non colpisce solo la persona: spesso travolge anche le famiglie, portando a conseguenze economiche e relazionali pesanti. Quando le perdite di denaro diventano importanti, può emergere la disperazione e la spinta (anche molto impulsiva) a “recuperare” le somme perdute, con il rischio di entrare in un circolo vizioso.
La ludopatia compromette progressivamente il benessere personale e relazionale. La persona può sentirsi trascinata dal bisogno di giocare, anche quando sa che sta facendo male a se stessa e agli altri. È proprio qui che la consapevolezza fa la differenza: riconoscere la gravità del fenomeno è un primo passo essenziale per prevenirne e contrastarne lo sviluppo.
Cosa si sta facendo nei territori: l’esempio del Friuli-Venezia Giulia
Negli ultimi anni, in Friuli-Venezia Giulia, è stata promossa anche un’azione di monitoraggio e prevenzione sul gioco legale. In particolare, è stato presentato SMART, un applicativo messo a disposizione dei Comuni (e delle Polizie municipali) per monitorare in tempo reale l’andamento dei flussi di gioco sul territorio, per singole macchinette, schedine e altre forme di gioco legale.
Accanto al monitoraggio, sono state indicate anche alcune misure di contrasto e prevenzione, tra cui:
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uno stanziamento (tramite bandi) per incentivare la dismissione delle apparecchiature del gioco lecito e promuovere una cultura più sana del gioco;
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un concorso creativo per studenti delle scuole superiori per un logo “slot free”;
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il divieto di installare slot machine entro 500 metri da luoghi sensibili (come scuole, asili, chiese).
Consapevolezza e aiuto: la parte più importante
La cosa che cambia davvero la traiettoria della ludopatia è la consapevolezza: capire che non è “solo un passatempo” quando diventa incontrollabile, e che può erodere lavoro, relazioni, stabilità economica e serenità.
In questi casi, un percorso di supporto psicologico può essere decisivo per interrompere la spirale: non per colpevolizzare, ma per comprendere cosa alimenta il comportamento e costruire alternative più sane e sostenibili.
Fonte: Quotidiano Sanità
