Sessuologia

Calo del desiderio

Disturbi Maschili

Disturbi Femminili

Disturbi sessuali della coppia

Disturbi dell'identità in generale

Supporto psicologico in caso d'infertilità

Sexual addiction

Calo del desiderio

Disfunzione sessuale compromette la fase del desiderio e può colpire sia uomini che donne.
Questa tipologia di disfunzione danneggia il singolo, la coppia e la qualità della vita intima e relazionale.

Questa disfunzione, può manifestarsi in varie circostanze:

  • con una diminuzione dell'autoerotismo
  • con assenza del desiderio sessuale, silenzio dei sensi e del corpo che invade pensieri, relazioni ed emozioni

Questa disfunzione non va mai sottovalutata perchè può indurre l'innescarsi di altre problematiche sessuali, quali difficoltà di erezione e ansia da prestazione. L'uomo si comporta come se non percepisse gli stimoli eccitatori e tutto ciò alla lunga compromettere le relazioni sentimentali provocando un allontanamento dei due partner.

Cosa fare in questi casi?

È necessaria un'anamnesi particolareggiata che indaghi necessariamente prima gli aspetti fisiologici e successivamente quelli psicologici, relazionali.

Disturbi sessuali maschili

In questa categoria rientrano differenti problematiche: dall’ eiaculazione precoce a quella ritardata o impossibile; dalla disfunzione erettile alla mancanza di desiderio sessuale.

Eiaculazione Precoce

La più frequente disfunzione sessuale maschile è la condizione per cui un uomo risulta essere incapace di esercitare un controllo volontario sul riflesso eiaculatorio, raggiungendo l'eiaculazione molto prima della propria partner e spesso senza neanche penetrarla. Causa di compromissione della qualità della vita e disagio psicologico (frustrazione, ansia, depressione), produce conseguenze devastanti sia a livello personale che di coppia.

  • Eiaculazione precoce severa: subito prima o subito dopo (60 secondi) dalla penetrazione entro le prime 15-20 spinte pelviche coitali
  • Eiaculazione precoce di media entità: entro 1-3 minuti o 10-20 spinte
  • Eiaculazione prematura: prima che il maschio lo desideri (circa 5')

e tutte si distinguono in sindrome primaria - insorta fin dall'inizio dell'attività sessuale - o secondaria - insorta dopo un periodo di normale controllo dell'eiaculazione stessa. Quest'ultima può essere associata ad una disfunzione dell’erezione o a disturbi psicologici individuali o relazionali di coppia.
Le cause possono avere natura organica o psicologica.

Cosa fare in questi casi?
Spesso, solo il farmaco non risulta risolutivo...
A cosa serve la terapia?

Nel caso il disturbo fosse di natura unicamente psicologica, andrà seguita una terapia psicosessuologica, con una serie di prescrizioni comportamentali.

Disfunzione erettile

Si presenta quando, pur essendoci un desiderio sessuale ed una situazione relazionale sufficientemente serena, non si abbia un’adeguata durata d’erezione.

Nei casi più gravi può sfociare nell’impotenza: mancanza totale di erezione e (in alcuni casi) di stimolo sessuale le cui cause possono essere innumerevoli.

L’impotenza di origine psicologica, può insorgere all’improvviso in situazione di ansia e stress nota, concausa del problema insieme a complicazioni legate alla relazione con il proprio partner. Soprattutto in caso d’impotenza giovanile, si tratta spesso di ansia da prestazione che affligge un discreto numero di giovani sempre più assaliti dall’emancipato sesso femminile. In questo senso, non va sottovalutata l’impotenza giovanile improvvisa in cui la componente psicologica è fondamentale: paura di non essere all’altezza della propria partner; il timore di fare brutta figura, di avere un pene piccolo e di essere successivamente ridicolizzati dalla propria partner… tutte motivazioni che incidono sensibilmente sul giovane maschio.

L’impotenza di origine fisiologica si rivive per lo più in una forma d’impotenza coeundi (incapacità di compiere l'atto sessuale) dovuta ad alterazioni endocrine, malattie generali (diabete mellito, alcolismo, malattie debilitanti) anomalia dei genitali..., o una generandi, provocata da un difetto quantitativo o qualitativo degli spermatozoi o da ostruzione delle vie genitali per pregresse infezioni o interventi chirurgici.

Cosa fare in questi casi

Soprattutto per gli individui affetti da impotenza di natura psicogena, è fondamentale seguire un percorso terapeutico sessuologico con una terapia adeguata al caso.

Anogarsmia Maschile

ll disturbo dell'orgasmo maschile può essere persistente, ricorrente ritardo, assente, in un maschio che presenta una normale fase di eccitamento nell'ambito di un'attività sessuale.
Questa incapacità di raggiungere l'orgasmo è usualmente limitata all'impossibilità di raggiungerlo in vagina, mentre risulta possibile raggiungere l'orgasmo a seguito di altri tipi di stimolazione, come la masturbazione. C'è possibilità che si verifichi un orgasmo senza eiaculazione o una eiaculazione senza orgasmo o addirittura un’assenza di eiaculazione e orgasmo.

L'impotenza orgasmica è l'assenza di eccitazione e piacere durante l'atto sessuale cui fa seguito un senso di affaticamento e di disgusto. Può causare sia un disinteressamento verso la vita sessuale, sia un comportamento ipergenitale. Le cause che possono portare all'anorgasmia sono molteplici e a volte concomitanti: fattori organici, relazionali e fattori legati ad abusi sessuali. La mancanza di orgasmo che ne deriva è il sintomo della rinuncia al piacere.

Cosa fare in questi casi

Terapia sessuologica , terapia della coppia, ed eventuale farmacoterapia.

Disturbi sessuali femminili

Rientrano tra i disturbi più frequenti il vaginismo, la dispareunia, l’anorgasmia, la mancanza di desiderio sessuale.

Vaginismo

Disturbo sessuale che si manifesta con una serie di contrazioni involontarie e riflesse dei muscoli della vulva, del perineo e dell’orifizio vaginale, è in grado di impedire la penetrazione durante l’atto sessuale e, in alcuni casi, anche durante la normale visita ginecologica. Il vaginismo rientra spesso nelle cause psicogene legate soprattutto all’ansia

Dispareunia

E’ il dolore avvertito durante una normale attività sessuale. Può essere a livello pelvico (la parte bassa dell’addome), vaginale o dell’introito vaginale.
Le cause possono essere, diverse: cicatrici conseguenti a traumi, lacerazioni da parto, interventi chirurgici vaginali, alterazioni psicologiche, malattie dell’utero e delle ovaie, malattie croniche intestinali, infezioni urinarie, gravidanze extrauterine, flogosi pelviche…

Varie e diversificate le complicazioni emotive e psicologiche: sia per l’uomo che per la donna, che tende ad allontanarsi sessualmente.

Cosa fare in questi
Come ogni problema sessuale è possibile intraprendere una terapia sessuologica che comporti una seria anamnesi, uno studio esatto dei sintomi che elimini eventuali problematiche di natura prettamente fisiologica, successivamente una terapia che incrementi la conoscenza del proprio corpo ed il superamento di possibili tabu.
Anorgasmia femminile

L'orgasmo femminile è un'esperienza fisiologica soggettiva definita da contrazioni ritmiche dell'utero, della vagina e dello sfintere rettale ogni 8 sec., che diminuiscono di intensità, regolarità e durata. La definizione nel DSM-TR riporta: “Persistente e ricorrente ritardo o assenza dell'orgasmo dopo una fase di eccitazione sessuale normale”.

Il disturbo dell'orgasmo femminile -anorgasmia - si accompagna frequentemente ad altri problemi sessuali fra i quali spiccano la ridotta eccitazione e la mancanza di desiderio.

  • ANORGASMIA primaria (mai raggiunto orgasmo) o Secondaria ( intermittente)
  • ANORGASMIA continua o intermittente
  • ANORGASMIA coitale e non coitale
  • ANORGASMIA anche nell'autoerotismo

Le cause scatenanti questo disturbo possono essere diverse, tra le tante distinguiamo:

  • ambivalenza verso la relazione di coppia
  • paura di essere abbandonata
  • senso di colpa verso la sessualità
  • ostilità nei confronti del partner

Cosa fare in questi casi

Una volta assunto che non esistano problemi di natura fisiologica, è necessaria una terapia sessuologica con prescrizioni comportamentali che incrementino la conoscenza del proprio corpo ed il superamento di possibili tabu.

Disturbi sessuali della coppia

Negli incontri di coppia, viene seguito un protocollo composto da 2 fasi: la 1° consiste nella consultazione iniziale ed in media comprende 2 colloqui. Gli obiettivi sono: raccogliere le informazioni necessarie con la metodologia dei 5 cerchi e, al termine, definire un percorso terapeutico di 8\10 sedute massimo; la 2° fase operativa, prevede incontri sia individuali che di coppia e prescrizioni comportamentali mirate al raggiungimento dell’obiettivo.

Disturbi d'identità in genere

Negli ultimi decenni il termine Transessualismo si è andato sostituendo il concetto di "Disturbo dell'identità di Genere".
I transessuali sono quegli uomini e quelle donne infelici di appartenere al sesso determinato alla nascita. Per questo, alcuni di loro, con il tempo, maturano il desiderio di cambiare sesso.
La preferenza sessuale è di tipo eterosessuale perché la persona si percepisce come appartenente al sesso opposto, non a quello biologico.
L'inquadramento psicologico del transessuale è complicato. La piena consapevolezza di tale disagio avviene spesso nel periodo adolescenziale, durante la maturazione fisica-psichica. Con il manifestarsi dei caratteri secondari sessuali, infatti, "l'individuo si trova di fronte di fronte alla drammatica differenza tra la identità somatica e l'identità invece desiderata!

La causa non è riconosciuta scientificamente, ma prevale la teoria multifattoriale che prende in considerazione l'interazione tra aspetti biologici, psicologici e ambientali.

Nel DIG si distinguono due tipi di esordi:

  • in età infantile (transessualismo primario) - si manifesta con disgusto per i propri caratteri sessuali distintivi, con l'assunzione di ruoli e atteggiamenti tipici del sesso opposto.
  • in età adulta (transessualismo secondario) - caratterizzato da persistente identificazione col sesso opposto e desiderio dichiarato di appartenere all'altro.

Cosa fare in questi casi

La terapia di sostegno risulta essere fondamentale. Sarà indispensabile predisporre un progetto che aiuti la persona nella gestione della propria auto-apertura (dichiarazione della propria sessualità) con persone significative del suo ambiente di vita; accompagnare l'individuo a riconoscere la propria diversità di genere; valutare i vantaggi e gli svantaggi di ogni possibile soluzione.

Supporto Psicologico in caso di infertilità

L' infertilità e la conseguente incapacità di procreare da parte di uno o – più raramente – entrambi i partner, può portare ad una vera e propria crisi di coppia. Per molti, diventare genitori rappresenta un qualcosa di fondamentale nel percorso familiare, significato profondo dell'esistenza.

Le risposte emotive alla mancata possibilità di concepimento possono essere diverse: dal senso di colpa alla depressione, dalla rabbia alla frustrazione e spesso cambiano in base al ruolo. Spesso la donna, ancor prima di effettuare controlli mirati, ha la tendenza ad attribuirsi l’origine dell’insuccesso, mentre l’uomo, apparentemente emotivamente meno coinvolto e spesso in difficoltà comportamentale, tende ad escludere la propria responsabilità.

Cosa fare in questi casi?

Dopo aver effettuato le analisi del caso, la terapia diviene una sorta di accompagnamento che mira a ristabilire possibili equilibri che possono essersi innescati a causa di questo problema.

A cosa serve la terapia?

A riconciliare eventuali e possibili ferite, stabilire un equilibrio e maggiore comunicazione nella coppia che sta attraversando un vero cambiamento, non solo psicologico, ma anche fisiologico per l’utilizzo anche di terapie ormonali farmacologiche che possono destabilizzare momentaneamente l’umore della donna.

Sexual Addiction

Col termine dipendenza sessuale - o sexual addiction - s'intende un'eccessiva preoccupazione verso il pianeta sesso e la presenza di persistenti pensieri che spingono la persona a intraprendere attività sessuali ripetitive e compulsive, anche contro la sua stessa volontà.
Riguarda l'uomo, definito sessuomane, come la donna, ninfomane.
Questa particolarissima dipendenza è stata identificata già nel 1886 dallo psichiatra Richard von Kraft Ebing nel suo “Psychopathia Sexualis” ed ha poi conosciuto una rivalutazione nell'arco dell'ultimo ventennio negli Stati Uniti a fronte di una massiccia modifica della funzione sociale del sesso: dai rapporti vissuti come atti procreativi si è passati a quelli relazionali, fino ad arrivare al sesso edonistico. In questa evoluzione del comportamento, i desideri del partner hanno sempre costituito un elemento fondante. «Nella testa del dipendente sessuale, invece no: non c'è posto per il mondo dell'altro», dice il sessuologo Willy Pasini, psichiatra e docente alla facoltà di medicina dell'Università Statale di Milano. «Il fuoco che divampa nel profondo di chi è preda della dipendenza sessuale brucia qualsiasi interazione col compagno”.

Identikit di un dipendente sessuale

Il tipico dipendente sessuale maschio. Di età compresa tra i 20 e i 40 anni, costantemente alle prese con una ridda di sensazioni e fantasie erotiche che ossessivamente interferiscono con l'attività lavorativa e finiscono per generare problemi seri all'interno della relazione sentimentale. Gli individui in questione insospettabili, laureati, con un buon reddito, spesso sposati, di sé vogliono esternare l'immagine dell'uomo socialmente e psicologicamente forte. Irreprensibile. Interiormente, però, sono ossessionati da impulsi malsani che, se non soddisfatti subito, portano ad assumere atteggiamenti anche perseguibili legalmente: dalla ricerca di materiale pornografico alla frequentazione delle prostitute; dalla navigazione selvaggia in Internet (a caccia di siti hard) alle molestie.

Anche nell'universo femminile la dipendenza sessuale è una realtà, non soltanto conosciuta, ma pure in aumento. Sembrerebbe che nelle donne questa dipendenza si manifesti attraverso forme più passive di comportamento sessuale come attività voyeuristiche e rapporti con persone sconosciute. Parliamo delle cosiddette ninfomani, alla morbosa ricerca di contatti fisici con incontri casuali e ripetuti, agitate da una spinta irragionevole verso il sesso: quando scatta la voglia urgente, come quella che affligge ogni tossicodipendente, possono addirittura “allungare le mani” nel buio di un cinema, sul vicino spettatore… e arrivare a fare l'amore tra i cespugli di un giardino pubblico. Da non confondersi con le mitomani e le erotomani: le prime non vivono fisicamente e ossessivamente il sesso, ma su questo costruiscono storie del tutto immaginarie; le erotomani sono invece donne alle prese con deliri a sfondo sessuale.

Cosa fare in questi casi?

L'obiettivo da perseguire è il ritorno a una sessualità sana, attraverso la messa a fuoco delle ragioni che abbiano causato questa schiavitù e la consapevolezza dei pericoli che alla lunga tale stato possa comportare.

A cosa serve la terapia?

Quella più comune prevede un periodo di ospedalizzazione per spezzare in qualche modo l'impellenza biologica psicologica, seguito da una psicoterapia di gruppo dove si ricerchino le origini di queste urgenze sessuali ed al fine di fissare nuovi paletti e rinnovate coordinate esistenziali. Archiviata questa fase d'attacco, il trattamento continua per vari mesi con una serie di sedute dallo psicologo.
Con una simile strategia, è possibile risolvere i sintomi socialmente più pericolosi e far sentire la persona meno pressata dall'ansia e dai pensieri ossessivi, ritrovando se stessi e la propria autostima.